La scena politica italiana è radicalmente mutata negli ultimi giorni. Nuove prospettive paiono ora più che verosimili. In particolare, la caduta dell'Egoarca. Ed avverrà con molto fragore.
I fatti:
1. Finalmente è apparso chiaro il disegno architettato da tempo. Fini ha deciso di uscire allo scoperto, smarcandosi da Berlusconi e gettando un ponte verso Casini e Rutelli. Andrà avanti senza guardare in faccia nessuno, probabilmente fuori dal PDL. L'uscita di Fini dal PDL avrebbe una forza dirompente che al momento nessuno tiene nel giusto conto, oltre che costituire una novità dal forte appeal per l'elettore deluso dal governo in carica.
2. E' ragionevole pensare - e molti iniziano a farlo - che la Consulta dichiarerà il Lodo Alfano incostituzionale. Se così sarà, nonostante gli annunci di queste ore Berlusconi risulterà impossibilitato a ricorrere ad un nuovo colpo di mano legislativo. Andrà a processo, dovrà dimettersi.
3. Il congresso del PD risulterà inutile: Bersani incoronato segretario farà giusto in tempo a salutare i centristi sicuramente in transito verso il Grance Centro; al PD rimarrà un elettorato all'incirca pari a metà di quello dei DS all'inizio del processo di fusione, mentre la Margherita -con armi e bagagli, sedi giornali e tesorerie - transiterà integralmente nel Grande Centro (tranne Rosi Bindi e qualche altro sparuto singolo: che affarone!); più della metà dei DS risulteranno squagliati al sol dell'avvenire democratico, dispersi, abbandonati; a quel punto il capolavoro dalemian-rutellian-prodian-fassiniano sarà completo.
4. La sinistra radicale (o antagonista? o ...?) è in totale afasia. Semplicemente N.P. (non pervenuta). Requiescat in pace.
5. E gli altri? E noi? Che facciamo? Io, a parte Di Pietro e Grillo, vedo poco altro. Non IDV, che è un partito con mille contraddizioni, pieno di riciclati e di gente che la pensa in mille modi diversi su più o meno tutte le questioni tranne l'antiberlusconismo. Tra l'altro, si tratta spesso di gente che ha condiviso le peggiori pratiche della partitocrazia e ancor oggi - nelle buie e sporche cucine del sottopotere delle realtà locali in giro per l'Italia - le propala come mali inevitabili a cui abituarsi. Non un partito che ha nel suo nome il nome del suo leader (persona peraltro rispettabilissima e di gran valore, ma è il principio che è sbagliato), una vita democratica interna prossima allo zero ed uno statuto che - per quanto migliorato rispetto alla sua precedente versione - ancora non è adeguato a fare di IDV uno strumento veramente in grado di incidere sulle cose. E Grillo? Pare che abbia intenzione di far nascere un movimento nazionale, ma non ho ancora chiare le prospettive che intende darsi. Spero non si limiti alle liste a 5 stelle per le regionali, sarebbe una grossa delusione.
6. C'è la novità del "Fatto Quotidiano", il nuovo giornale di Padellaro, Travaglio & C. Ossigeno, ci voleva! Grazie a tutti quelli che ci stanno investendo (soldi, tempo, la propria faccia, la propria professionalità, ...).
7. Dobbiamo metterci tutti insieme. Non siamo pochi. C'è tanta gente nel PD, in IDV, intorno a Grillo, intorno al Fatto Quotidiano, ed anche fuori da tutti questi schemi, che non attendono altro che veder nascere una aggregazione politica che riporti la moralità e la questione etica al centro della discussione politica in Italia. E' di questo che abbiamo bisogno, è di questo che tutti i cittadini hanno bisogno, anche quelli che non se ne rendono conto. Di Pietro, Grillo, Travaglio & C., parlatevi! Buttate il cuore oltre l'ostacolo! Nel giro di pochi mesi ci troveremo tutti nuovamente mobilitati, una nuova campagna elettorale ci travolgerà, ed in men che non si dica ci ritroveremo con Montezemolo a Palazzo Chigi (e Fini Casini e Rutelli ministri) con il benestare di industriali e gerarchie ecclesiali. Berlusconi fuggirà alle isole Vergini o dal suo amico Gheddafi, ed in Italia sarà impossibile trovare anche un solo berlusconiano, perchè saranno tutti intruppati nel Grande Centro. Bersani cuocerà le salamelle alla festa de l'Unità per quei quattro rincoglioniti che ancora voteranno PD (ma si chiamerà ancora così? Soprattutto, esisterà ancora?). Cambiare tutto per non cambiare niente. Possiamo permetterci uno scenario come questo? Io credo di no. Serve uno sforzo di generosità da parte di tutti. Dobbiamo rendere tutti - ciascuno a suo modo e nel suo piccolo o grande che sia - un servizio al nostro Paese, a noi stessi. Costruiamo un partito nuovo.
martedì 15 settembre 2009
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